Regina, film che affronta il senso di colpa e il conflitto generazionale

Lo abbiamo visto in occasione del 38 Torino Film Festival, Regina il film di Alessandro Grande, promettente, esordiente e già vincitore del premio David di Donatello 2018. Su importanti riviste e siti di critica si parla molto bene del film del regista calabrese: anche Cinematografo ha recensito positivamente il film Regina, che viene inserito nella corrente di un giovane cinema che chiede a gran voce rifondazione.

Regina, film che affronta con delicatezza e incisività il senso di colpa visto da una ragazzina di 15 anni, che perde l’unico punto di riferimento della sua vita, e comincia a sbandare senza orientamento. Il padre, Luigi, interpretato ottimamente dall’attore romano Francesco Montanari, lo perde non perché viene a mancare, ma perché è un uomo incapace di assumersi le proprie responsabilità e Regina, essendo nell’età più difficile, l’adolescenza, ha bisogno di una figura che sappia guidarla, che sia capace di dire ciò che è giusto e ciò che invece è sbagliato.

Film Regina: un racconto di formazione

Regina è anche un interessante e originale racconto di formazione, non sarà soltanto la giovane cantautrice di quindici anni ad uscire da questa esperienza cresciuta, seppur devastata e segnata per sempre, ma anche il padre vivrà un vero e proprio percorso di crescita. Dai propri sbagli diventerà un Uomo, grazie anche a sua figlia, che contribuirà involontariamente a farglielo capire.

L’intenzione del film è quella di restare il più possibile con i personaggi principali, farci affezionare al loro rapporto e poi farci sentire la mancanza quando, come dice Recalcati nel saggio “Il complesso di Telemaco”, è importante perdersi per ritrovarsi. Alessandro Grande dimostra di saper utilizzare la macchina da presa, si muove senza incertezza andando a cogliere l’essenziale di ogni scena, sapientemente, quasi come se fosse un esercizio stilistico che però non sfocia mai in esagerazione e ostentazione, anzi, contribuisce a farci entrare in empatia con i personaggi del film.

Una narrazione semplice e lineare, che vuole arrivare al sodo, al cuore, senza compiacersi. Sentiremo molto parlare di questa opera prima e ci auguriamo che possa trovare una giusta visibilità in questo periodo così complesso per il Cinema.

Regina Film, note di regia

Le dichiarazioni delle note di regia, rilasciate dallo sceneggiatore e regista del film Regina, Alessandro Grande: “Sono partito dal saggio di Massimo Recalcati Il complesso di Telemaco, nel quale l’autore affronta l’assenza e la scomparsa della figura del padre. Telemaco, infatti, lo attende per poter ristabilire in casa quella che Recalcati chiama “la legge della parola”, la capacità di svolgere una funzione educativa verso i propri figli.

L’arrivo di un padre maturo e pronto all’ascolto è un bisogno fondamentale per le generazioni dei figli di ogni tempo. Sin dai primi momenti della fase di scrittura ho sentito l’opportunità di fare un film sincero e universale, che potesse arrivare al cuore dello spettatore raccontando una storia sospesa fra il film di genere e il romanzo di formazione, in una Calabria “insolita e personale”.